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Venezia racconta...

VENEZIA RACCONTA...

Mercoledì 26 Aprile 2017, Scritto da gli alunni e le docenti della classe III A

Zaini in spalla e tanta voglia di osservare, conoscere e perché no, di chiacchierare tra di noi nonostante il tempo piovoso, noi ragazzi di terza A del Plesso Galilei la scorsa settimana abbiamo invaso campi e campielli veneziani per conoscere una parte della città.

Mete prefissate: Museo Ebraico, Scole (sinagoghe), Ghetto di Venezia e Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Questi luoghi hanno fatto parte di un itinerario iniziato da noi ragazzi di terza già a Gennaio in occasione della Giornata delle Memoria in cui abbiamo approfondito la figura di padre Placido Cortese, frate minore conventuale che ha salvato molte vite umane dall'incubo dei campi di concentramento. Egli è stato direttore del Messaggero di Sant'Antonio, voce libera trasversale in un momento di dittatura e di guerra, rapito dalla Basilica del Santo l'8 ottobre 1944 da due agenti delle SS tedesche e trasferito a Trieste nel bunker della Gestapo di piazza Oberdan, fu torturato a morte. Nonostante ciò, non tradì nessuno dei suoi collaboratori. La sua figura e i suoi scritti rimangono ancora oggi monito per ciascuno d'amore e pace.

Arrivati a Venezia il tempo sembra arrestarsi, la laguna, i vaporetti, il vociare della gente e gli splendidi palazzi fanno da cornice allo scenario che ci si presenta e tutto sembra magicamente trasformarsi...prima breve tappa alla chiesa di S. Geremia che custodisce le spoglie di S. Lucia, martire cristiana vissuta a Siracusa nel III secolo d.C.

Camminando tra sinuose e strette calli sbuchiamo nel sestiere Cannaregio e ci ritroviamo nel campo del ghetto vecchio ricco di un pullulare di altre scolaresche, negozi e profumo di pane azzimo appena sfornato. Al Museo Ebraico ogni stanza ci racconta la storia antica e dinamica di un luogo ancora oggi vivo e ricco di vasta cultura. La guida preparata e simpatica fa indossare solamente ai ragazzi la Kippah prima di entrare in sinagoga e questo provoca in tutti curiosità e un po' di imbarazzo.

Dopo una mattinata intensa non poteva mancare la consueta pausa pranzo che ci siamo goduti appieno, complici il calcetto, il biliardino e gli ottimi panini al sacco.

Ultima tappa Santa Maria dei Frari, costruita nel 1220, prima piccola chiesa, poi ingrandita dai francescani e oggi seconda basilica di Venezia con i suoi meravigliosi tesori artistici tra cui la Pala di S. Maria Assunta di Tiziano Vecellio.

Sulla via del ritorno abbiamo gustato un buon gelato e poi via di corsa verso la stazione, salutati dai colori delle bancarelle e dal vociare dei turisti. Lasciando la città, un pizzico di malinconia si fa spazio tra i  nostri pensieri e nasce spontaneo tra noi il desiderio di non lasciare mai questo luogo dal fascino immortale.