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Dame e cavalieri... in viaggio d'istruzione!

Arroccato su un declivio della val Lagarina in cui l’Adige scorre lento, adagiato tra vigneti e campagne ben curate, il trentino Castello di Avio ha ospitato quest’anno, in giorni diversi, gli alunni di tutte le quattro classi prime della scuola secondaria Galilei.

Quello che è tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del Trentino è di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dal 1977, grazie al generoso lascito della contessa Emanuela di Castelbarco, discendente della nobile casata che – con alterne vicende – vantò per secoli il possedimento dell’immobile.

Punto di difesa e vedetta, nonché luogo prestigioso e potente, il maniero di oggi certo ha risentito dell’usura del tempo, degli attacchi più o meno devastanti di truppe nemiche, dei periodi di incuria…. In seguito, però, all’accurato restauro eseguito dal FAI, che ne ha permesso l’apertura al pubblico, il suo possente mastio, le cinte murarie (ben tre!) che, pur a tratti, lo circondano, e il palazzetto baronale danno comunque l’idea esso sia un gioiello, l’ennesimo, dello splendido patrimonio d’arte del nostro Paese.

Coinvolti in un interessante percorso di visita, che ha previsto anche un’attiva partecipazione nell’illustrazione degli spazi (“prova di realtà” del tutto inconsueta, ma condotta in modo brillante!), i ragazzi si sono calati a pieno nel Medioevo di cui tanto hanno sentito parlare in aula quest’anno. Ed è stato facile sui camminamenti delle mura riuscissero ad immaginare vigili sentinelle pronte a scoccare frecce da una feritoia, o provare un piccolo brivido di fronte alla Torre Picadora dove – è certo - si eseguivano le impiccagioni dei nemici o degli indesiderati.

Toccanti, oltre che particolarmente densi di significati pieni di allusioni, allegorie e rimandi, gli affreschi di alcuni interni, tra i meglio conservati esempi di pittura profana trecentesca: scene di battaglia, tornei, esercitazioni militari, contese d’amore. Ci riferiamo al ciclo della Casa delle Guardie in cui sono rappresentate le arti della guerra necessarie alla formazione del cavaliere (e qui, tra cavalli, soldati armati, fortezze e, persino, draghi, il livello di attenzione, come potete immaginare, è stato davvero altissimo!) e a quello “cortese” dell’elegante Camera dell’Amore, raffinato e ricco di una colta simbologia.

Gli operatori didattici hanno nel pomeriggio proposto anche un divertente laboratorio di drammatizzazione per far rivivere atmosfere e personaggi che un tempo abitavano il castello, cosicché gli alunni si sono per incanto ritrovati nelle vesti di armigeri, dame, cavalieri e semplici contadini.

Il consiglio di portarsi dietro la macchina fotografica non è mai stato più azzeccato, e lasciamo quindi alle immagini raccontare la perfetta riuscita del viaggio!


 

Venezia racconta...

VENEZIA RACCONTA...

Mercoledì 26 Aprile 2017, Scritto da gli alunni e le docenti della classe III A

Zaini in spalla e tanta voglia di osservare, conoscere e perché no, di chiacchierare tra di noi nonostante il tempo piovoso, noi ragazzi di terza A del Plesso Galilei la scorsa settimana abbiamo invaso campi e campielli veneziani per conoscere una parte della città.

Mete prefissate: Museo Ebraico, Scole (sinagoghe), Ghetto di Venezia e Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Questi luoghi hanno fatto parte di un itinerario iniziato da noi ragazzi di terza già a Gennaio in occasione della Giornata delle Memoria in cui abbiamo approfondito la figura di padre Placido Cortese, frate minore conventuale che ha salvato molte vite umane dall'incubo dei campi di concentramento. Egli è stato direttore del Messaggero di Sant'Antonio, voce libera trasversale in un momento di dittatura e di guerra, rapito dalla Basilica del Santo l'8 ottobre 1944 da due agenti delle SS tedesche e trasferito a Trieste nel bunker della Gestapo di piazza Oberdan, fu torturato a morte. Nonostante ciò, non tradì nessuno dei suoi collaboratori. La sua figura e i suoi scritti rimangono ancora oggi monito per ciascuno d'amore e pace.

Arrivati a Venezia il tempo sembra arrestarsi, la laguna, i vaporetti, il vociare della gente e gli splendidi palazzi fanno da cornice allo scenario che ci si presenta e tutto sembra magicamente trasformarsi...prima breve tappa alla chiesa di S. Geremia che custodisce le spoglie di S. Lucia, martire cristiana vissuta a Siracusa nel III secolo d.C.

Camminando tra sinuose e strette calli sbuchiamo nel sestiere Cannaregio e ci ritroviamo nel campo del ghetto vecchio ricco di un pullulare di altre scolaresche, negozi e profumo di pane azzimo appena sfornato. Al Museo Ebraico ogni stanza ci racconta la storia antica e dinamica di un luogo ancora oggi vivo e ricco di vasta cultura. La guida preparata e simpatica fa indossare solamente ai ragazzi la Kippah prima di entrare in sinagoga e questo provoca in tutti curiosità e un po' di imbarazzo.

Dopo una mattinata intensa non poteva mancare la consueta pausa pranzo che ci siamo goduti appieno, complici il calcetto, il biliardino e gli ottimi panini al sacco.

Ultima tappa Santa Maria dei Frari, costruita nel 1220, prima piccola chiesa, poi ingrandita dai francescani e oggi seconda basilica di Venezia con i suoi meravigliosi tesori artistici tra cui la Pala di S. Maria Assunta di Tiziano Vecellio.

Sulla via del ritorno abbiamo gustato un buon gelato e poi via di corsa verso la stazione, salutati dai colori delle bancarelle e dal vociare dei turisti. Lasciando la città, un pizzico di malinconia si fa spazio tra i  nostri pensieri e nasce spontaneo tra noi il desiderio di non lasciare mai questo luogo dal fascino immortale.

 

Le buone…ABITUDINI!!!

Le classi prime del plesso G. Mazzini hanno aderito al progetto proposto dal Vivipadova “Le buone abitudini Despar” e il giorno 26 aprile la compagnia teatrale Lo Stivalaccio ha presentato lo spettacolo “Le Buone Abitudini e i Canta Cuochi”.

I nostri quattro Canta Cuochi hanno raccontato “Le Buone Abitudini” per una “Sana alimentazione” ai loro piccoli spettatori, in maniera simpatica e divertente, facendo capire in modo gioioso, con le loro canzoni, quanto è importante e salutare “mangiare bene”. GRAZIE  DESPAR!!!

 

Variazione collocazione classi prove Invalsi

Si avvisano i genitori  delle classi 4^ A e 4^ B del plesso Monte Grappa nuovo, che il giorno 3 e il giorno 5 maggio in occasione delle prove Invalsi, le classi saranno trasferite alla Monte Grappa storica, mentre le classi 2^ A, 2^b, 5^ A e 5^ B svolgeranno le prove Invalsi alla Monte Grappa nuova e rimarranno fino al termine delle lezioni.

Il dirigente scolastico

Dott.ssa Tommasina Paolella

 

 

MATTONCINI in CORSA, MATTONCINI per COSTRUIRE- Marathon 2017 Monte Grappa

Secondo anno da  maratoneti per la Scuola Monte Grappa, allo slogan “ Corriamo per la Monte Grappa”  dello scorso anno si è aggiunto quest’anno quello “ Corriamo per Costruire”.

La Scuola Monte Grappa in numeroso  gruppo, carica di energia “ solare” , ha partecipato domenica 23 Aprile alla “ Stracittadina di  5 km” per le vie di Padova; convinta “ protagonista” dell ’ iniziativa proposta dal Comitato Genitori - Monte Grappa del bisogno del “NUOVO “ , la Scuola Monte Grappa “ha corso “!

Il“mattoncino” simbolo  di una scuola dal fresco profumo di nuovo, accogliente e attrezzata, trasportato dai partecipanti nel percorso,  e’ poi stato “ messo a dimora” nel verde Prato ,come buon auspicio ,per la tanto attesa nuova Monte Grappa.

Monte Grappa 2018… ti aspettiamo tutte e tutti noi della Monte Grappa!

 

Narrazioni d'autore

A ridosso del 23 Aprile, Giornata Internazionale del Libro e festa della lettura, è tradizione, nel plesso Galilei, ascoltare alcune storie raccontate dal narratore Simone Maretti. Quest'anno si è scelto di proporre ai ragazzi delle classi prime, “Il giardino segreto” di F. H. Burnett, agli studenti delle seconde, una panoramica dei più famosi romanzi di A. Lindgren e a quelli delle terze, “L'amico ritrovato” di F. Ulhman.

Le storie appartengono ad epoche e generi diversi, ma comune è stata l'emozione che hanno saputo suscitare. Dallo stupore della scoperta, alla gioia del gioco, dal piacere dell'amicizia al dolore dell'abbandono, attraverso il susseguirsi dei temi connessi alle vicende e l'alternarsi dei personaggi, i ragazzi hanno potuto identificarsi, confrontare quelle storie narrate con il proprio vissuto e quando ad un certo punto, volutamente, la narrazione si è interrotta (perchè lo scopo dell'attività è proprio quello di sollecitare ad una ricerca e ad una lettura autonome), l'OHHHH prolungato e dispiaciuto, come ogni anno, ha rivelato quanto si era stati catturati fino a quel momento.

I libri in sintesi:

Mary Lennox, protagonista de Il giardino segreto, è una bambina né bella né simpatica, viziata e non amata che riesce con fatica e forza di volontà nel difficile compito di crescere trovando alla fine affetto e amicizia. Il romanzo, scritto agli inizi del '900, è oggi il più apprezzato della Burnett eppure, in occasione della morte della scrittrice nel 1924, gli autori del necrologio non lo ricordarono o non gli diedero molto rilievo ritenendolo inferiore ad altre opere dell'autrice quali Il Piccolo Lord La  Piccola Principessa.

Le avventure della strampalata famiglia Melkerson, in Vacanze all'isola dei gabbiani, della candida Pippi Calzelunghe, del pestifero Emil, tutti scaturiti dalla fantasia della grande scrittrice svedese A. Lindgren, hanno divertito, ma anche fatto pensare. I personaggi della Lindgren sono originali, anticonvenzionali, veri. Nelle vite degli altri portano la gioiosa trasgressione dell'essere se stessi.

Quanto a L'amico ritrovato, già le prime parole di questo romanzo breve ma denso catturano e commuovono: Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Il libro narra di un'intimità amicale perfetta tra due giovani diversi per estrazione sociale e carattere, l'ebreo Hans e il nobile tedesco, Konradin. L'amicizia nasce sui banchi di scuola, un liceo di Stoccarda, mentre già soffiano i venti del Nazismo ed è cementata dagli interessi comuni tra cui, profondissimo, quello per la lettura. L' intesa tra i due giovani sarà spezzata dagli eventi storici e dai pregiudizi e ritrovata dolorosamente solo dopo trent'anni, alla lettura da parte di Hans, ormai trapiantato in America, di alcune parole all'interno di una lista proveniente dal suo vecchio liceo: Afferrai il libriccino e mi accinsi a strapparlo, ma all’ultimo momento mi trattenni. Facendomi forza, lo aprii tremando alla lettera H e lessi:

VON HOHENFELS, Konradin, implicato nella congiura per assassinare Hitler. GIUSTIZIATO.

 
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