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10 FEBBRAIO: non dimentichiamo!

Mercoledì 10 febbraio dalle ore 10.30 a Palazzo Moroni a Padova si svolgerà la cerimonia di commemorazione in occasione del Giorno del Ricordo organizzata dal Comune di Padova e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

La giornata è stata istituita con legge dello Stato nel 2004 al fine di “…conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

La cerimonia si aprirà con l’alzabandiera cui seguiranno gli onori ai caduti e la deposizione di una corona di alloro. Sono previsti gli interventi di Massimo Bitonci, sindaco di Padova, e di Italia Giacca, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
L'accompagnamento musicale sarà a cura della Fanfara dei bersaglieri in congedo, sezione di Padova.

Eventi collegati:
mercoledì 10 febbraio
, ore 11.30, chiesa di San Nicolò – piazzetta San Nicolò, Centro Storico - S. Messa in memoria delle Vittime

sabato 13 febbraio, ore 11, Scuderie di Palazzo Moroni, inaugurazione della mostra “Gigi Vidris: un artista istriano da ricordare”. La mostra rimarrà aperta fino al 6 marzo 2016. Orario: 9.30-12.30 e 14-18. Chiuso il lunedì.

martedì 23 febbraio, ore 16, Sala Anziani di Palazzo Moroni, presentazione del libro di Luciano Monzali edito da Marsilio Editori “Gli Italiani di Dalmazia e le relazioni italo-jugoslave del Novecento”.

giovedì 10 marzo, ore 16, Sala Anziani di Palazzo Moroni, presentazione dei libri:
“Istria Fiume Dalmazia, terre d’amore” di Adriana Ivanov Danieli, Alcione Editore 2016
- “Vola colomba”, una storia vera di Dalmazia, tre esodi e un amore travolgente, di Bibi Dalai Pietrantonio e Giovanni Grigillo, Libertateslibri Editore

 

Responsabilmente connessi

Il 9 febbraio è il Safer Internet Day

“Play your part for a better Internet!” è lo slogan di quest’anno.

Questa odierna è la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, uno dei momenti, forse quello di massima visibilità, di una campagna  a largo spettro, particolarmente attenta ed intensa che porta avanti iniziative di educazione all’uso consapevole della Rete. La sua finalità è naturalmente quella di  rendere i ragazzi fruitori responsabili del Web e  contrastare ogni forma di cyberbullismo.

Alcuni dati per quanto riguarda l’Italia: nel 2015 le iniziative organizzate nell’ambito del progetto Generazioni Connesse, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione, hanno coinvolto direttamente 1.300 istituzioni scolastiche e mezzo  milione di studenti; la campagna social lanciata dal profilo Facebook di Generazioni Connesse ha raggiunto quasi 10 milioni di utenti; i soggetti coinvolti, oltre Ministero e scuole, sono stati e sono la Polizia postale e delle comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e associazioni quali Save the Children e Telefono Azzurro.

Il nostro istituto continua ad essere attento alla problematica e anche per quest’anno ha promosso iniziative di sensibilizzazione tra cui l’adesione al progetto “Ri…mettiamoci la faccia” proposto dalla Consulta del Volontariato della provincia di Padova e rivolto  a classi della secondaria di I grado.

Sul sito www.generazioniconnesse.it sono reperibili  molti materiali a disposizione dei ragazzi, dei docenti, ma anche delle famiglie.

Facciamo la nostra parte per un uso migliore delle tecnologie informatiche e Buon Safer Internet Day a tutti!

 

La "ciccia" del suono...

 

Il termine collettivo ottoni, in ambito musicale, indica gli strumenti nei quali il suono è prodotto dalla vibrazione dell'aria immessa dal musicista appoggiando le labbra ad un bocchino collegato ad un tubo cavo e soffiando; l'aria genera poi delle vibrazioni che producono il suono. All'interno dell'orchestra sinfonica generalmente gli ottoni presenti sono trombe, corni, tromboni e tuba.

Si caratterizzano per una elevata proiezione sonora, una grandissima varietà timbrica (con possibilità di cambiare completamente "colore" al suono, da scuro e cupo a chiaro e brillante), dinamica (da meno di pianissimo a più che fortissimo, anche in pochissimo tempo) e di articolazione (lente, veloci, leggere, pesanti, ecc. grazie all'uso dell'aria e della lingua), la capacità di evocare (specialmente in gruppo) immagini eroiche, maestose, trionfali, marziali, epiche ma anche sacre, velate, meditative, paradisiache, trascendentali, richiamando il suono dell'organo o di un coro, o addirittura misteriose, orride, lugubri, infernali e apocalittiche. Anche presi singolarmente, gli ottoni hanno una forte "personalità". Caratterizzano spessissimo il carattere frizzante della musica leggera (pop, jazz, folk, ska, ecc.).

La "ciccia" del suono, insomma, per riportare un'espressione del maestro Francesco Perrone (prima tromba), che, assieme agli altri componenti della sezione ottoni dell'Orchestra regionale Filarmonia Veneta di Treviso (Luca Perrone, seconda tromba, Alessio Brontesi, trombone, Lorenzo Meneghetti, corno, Roberto Ronchetti, basso tuba), attraverso una lezione concerto davvero coinvolgente, il 23 dicembre scorso ci ha dimostrato come questa famiglia di strumenti, proprio evocando la fisicità traboccante che le è propria, riesca ad ancorare la vasta gamma timbrica espressa da un'orchestra sinfonica alla matrice "dionisiaca" e "materica", e pertanto primigenia, della musica.

Articolandosi in due interventi pressochè consecutivi (dalle 9.30 alle 11.00 nell'aula magna del plesso "Galilei", dalle 11.30 circa alle 13.00 nell'auditorium del plesso "Don Minzoni"), il repertorio dell'esecuzione si è articolato passando da Georg Friedrich Haendel, per giungere alla contemporaneità con brani tratti dal musical "West Side Story", di Leonard Bernestein, e dalla colonna sonora del film "La vita è bella", di Nicola Piovani. Il tutto si è concluso, in momenti diversi, con l'esecuzione al flauto e al canto di brani natalizi da parte degli alunni di tutte le classi dei due plessi, coordinati e diretti dalle nostre due "colonne sonore",  Raffaella Filippino e Resi Marcassa.

Era forse possibile ipotizzare un modo migliore per farci gli auguri? Occhiolino

 

Padova by murders...

18 aprile 1314: E' l'alba... Pietro degli Alticlini e i suoi tre figli maschi, usurai nonchè "gangsters" assai potenti e influenti, legati alla parte guelfa, vengono fatti scendere in catene dalla scalinata del Palazzo della Ragione a Padova, dove erano detenuti da giorni in attesa di processo per disordini e omicidio plurimo ai danni di vari esponenti ghibellini della medesima città, e lasciati nel centro dell'attigua Piazza della Frutta dove, nel frattempo, si è radunata una folla composita, formata da curiosi, oppositori, parenti e familiari delle vittime... Nel giro di pochi minuti tutti e quattro vengono selvaggiamente percossi e accoltellati da un numero imprecisato di persone... Dal brutale bagno di sangue trae vantaggio quasi immediato Jacopo da Carrara, ghibellino, che in pochi anni vede aumentare notevolmente il suo prestigio politico, fino a divenire, nel 1318, Signore di Padova, dando così origine a una una dinastia di lungo corso...

16 novembre 1654: E' notte... Dalla porta chiusa di una stanza da letto, all'interno di grande palazzo nobiliare che sorgeva dove attualmente ha sede il Museo di Storia dell'Educazione dell'Università di Padova, provengono delle urla laceranti: la porta è chiusa dall'interno... Nel momento in cui la servitù riesce a irrompere nella camera, si trova davanti a uno spettacolo raccapricciante: una donna è distesa a terra con la gola tagliata; si tratta di Lucrezia Dondi dall'Orologio, 42 anni, ricca benefattrice, moglie di Pio Enea II degli Obizzi, generale dell'esercito veneziano, che al momento dell'omicidio è fuori città, impegnato in un'esercitazione militare... Subito i sospetti si addensano su Attilio Pavanello, amico di entrambi i coniugi, che è stato visto entrare nel palazzo quella stessa notte e che, nei giorni immediatamente successivi, esibisce una vistosa ferita all'avambraccio... L'uomo viene arrestato e pure torturato, malgrado continui a dichiararsi innocente... Grazie ad amicizie influenti, viene presto graziato, liberato e fatto fuggire... Otto anni dopo, in incognito, si reca nuovamente a Padova, dove tuttavia trova ad attenderlo, Ferdinando, unico figlio di Lucrezia e Pio Enea, che, senza esitazione, lo passa a fil di spada...

28 dicembre 1737: Pomeriggio tardo... Un giovane medico di 25 anni, Simon Cantarini, di famiglia borghese, viene trovato accoltellato al petto in un vicolo del Ghetto di Padova (istituito per ordine dei veneziani nel 1603)... L'arma del delitto è stata abbandonata per terra dall'assassino, vicino al corpo, che giace proprio davanti alla sua abitazione, dove lo attendeva la giovanissima moglie Colomba Da Zara, che, avvertita dell'accaduto, accorre all'esterno, senza tuttavia mostrare particolare turbamento... Poco prima, nello stesso vicolo, una testimone aveva visto passeggiare nervosamente un uomo avvolto in un lungo mantello nero e con il volto coperto da una maschera (la "bauta") che, atteso il momento in cui il Cantarini era comparso nella stradicciola, lo aveva ucciso ed era fuggito... Nel Ghetto è risaputo da tempo che la moglie dell'ucciso aveva per un certo periodo frequentato un giovane studente della Facoltà di Medicina, Ventura Coen Bellinfante, cui, tra l'altro lo stesso Cantarini aveva affittato una stanza del loro palazzo, salvo poi sfrattarlo una volta scoperta la tresca... Avuto sentore che la polizia sta per arrestarlo, Ventura Coen, grazie all'intercessione delle autorità veneziane, che in quel periodo erano alleate con Ancona, riesce a fuggire e fa ritorno alla città di origine, senza subire le conseguenze del suo gesto...

Faceva davvero uno strano effetto percorrere oggi le vie del centro storico di Padova, nel corso di una mattinata grigia e uggiosa, ascoltando il racconto serrato e incalzante di tre eventi delittuosi e cupi, accaduti in periodi diversi, di tre possibili sceneggiaure per film ancora da realizzare (chissà...), di tre piccole - grandi "epifanie" del flusso della storia, di tre episodi di cronaca "nera" locale, nondimeno strettamente collegati a snodi epocali infinitamente più grandi ed importanti, osservando nel frattempo gli occhi sgranati, i visi silenziosi e assorti degli alunni della 2^ C della plesso "Don Minzoni", che seguivano la guida, il dott. Pietro Antoniazzi dell'Associazione Culturale "Alicorno", in fila ordinata (quasi troppo...) per i marciapiedi e i portici del centro storico, senza perdersi una sillaba di quanto andava dicendo...

Sgomenti e incuriositi, lasciamo il testimone alla 3^ G del plesso "Galilei", che, di qui a poco, proseguirà il percorso da noi iniziato, giungendo alle soglie della guerra di Liberazione...

In una splendida antologia, edita recentemente da Newton & Compton, James Ellroy definisce il genere "noir", come "l'osservazione accurata, morbosa, angosciosamente partecipe dello spettacolo della rovina"...

Per l'appunto...

 

STUDIO, CULTURA E DIVERTIMENTO A CANNES!

 

AI RAGAZZI DELLA 3^ D NON E’ MANCATO PROPRIO NULLA...

Anche quest’anno e per la seconda volta consecutiva si è ripetuta, con grande successo, l’esperienza della vacanza studio in Francia e, nuovamente, gli alunni della 3D della "Don Minzoni" hanno contribuito a consolidare un’eccellente immagine dei nostri allievi.

Noi insegnanti accompagnatori abbiamo ricevuto davvero una marea di  complimenti da parte del direttore del Collège International e dei docenti francesi  per il  comportamento dei nostri alunni , per l’entusiasmo e  l’interesse con cui hanno seguito le lezioni e per i risultati conseguiti.

Effettivamente possiamo confermare che i ragazzi hanno dimostrato grande interesse  per tutte le attività proposte. Si sono appassionati durante la visita al museo d’arte moderna e contemporanea “MAMAC” di Nizza e anche alla  “Fondation  Maeght” di Saint-Paul-de-Vence, dove hanno ammirato delle “strane opere d’arte”. Hanno manifestato entusiasmo durante le visite alle città e ai borghi, hanno apprezzato Nizza e sono rimasti incantati nel “ vedere un mare così azzurro”....

Hanno potuto sognare ad occhi aperti nel corso della passeggiata notturna a Cannes, nel percorrere le strade di Saint-Tropez, si sono deliziati durante la cena sul molo  “che ci ha dato un’idea di libertà e di tranquillità immense” e “un profondo senso di pace”; si sono immersi nei vicoli del borgo medievale di Saint-Paul-de-Vence, dove hanno potuto “parlare con veri francesi”. I ragazzi hanno soggiornato in una scuola di cui hanno apprezzato “ la calma e la tranquillità“. Seguire le lezioni di lingua è stato per loro un genuino piacere e, oltretutto, per usare le loro stesse parole, “parlare con i francesi ci ha aiutato a migliorare la pronuncia”.

Crediamo in sostanza che queste loro ultime affermazioni siano importanti per comprendere la grande valenza educativa di queste esperienze e quanto esse possano aiutarli nella crescita  e stimolarli alla conoscenza di altre culture e di altri luoghi : “stare lontano dalla mia famiglia mi ha fatto crescere molto”, ”siamo tornati come una classe più unita e più forte che mai” e infine “spero che non sia l’ultima mia vacanza studio”.

Quando dunque l'apprendimento del cuore segue e accompagna l'apprendimento della mente...

Le docenti accompagnatrici

 

BOTTA E RISPOSTA ALLA GALILEI!

Stanno  per tornare nuovamente ad impegnarsi gli alunni delle classi terze della scuola  secondaria Galilei nella Palestra di Botta e Risposta, il progetto di formazione al dibattito promosso dall’Università di Padova che tanto successo ha raccolto lo scorso anno.

Collegato al corso di "Teoria dell'Argomentazione", attivato dal 2001 nella Facoltà di Scienze della Formazione, ora Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata - FISPPA , e tenuto dal prof. Adelino Cattani, il progetto si propone di introdurre nelle scuole la metodologia del “dibattito regolamentato”. Ispirato all'idea che la discussione non sia solo un diritto e un dovere, ma anche un piacere, la Palestra di Botta e Risposta si attua in forma di torneo destinato agli studenti.

Dibattere, è risaputo, favorisce l’abilità del role taking e le capacità logiche del decentramento emotivo e cognitivo, promuovendo anche l’acquisizione di conoscenze interdisciplinari. La metodologia didattica di cui si avvarrà il prof. Cattani (in collaborazione con il prof. Alberto Riello, insegnante ed attore) sarà di impronta ludico-cooperativa inserita in un quadro competitivo. Le parti di lezione frontale forniranno nozioni e procedure che verranno apprese mediante giochi e compiti pratici il cui fine sarà preparare al concreto svolgimento di un dibattito fondato ed efficace intorno ad argomenti di natura filosofica, etica e sociale.

‘Dire tante cose, con poche parole’, raccomandava Erasmo da Rotterdam: una delle regole base della comunicazione è non dire né più, né meno di quanto è necessario. L’importante - vien da aggiungere -  è comunque… convincere!

 
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